Storia di un bug

L’estate aveva appena iniziato a finire per fare spazio all’autunno, la guerra era finita e aveva lasciato spazio alla pace, perciò settembre era tornato ad avere il suo profumo: della prima erba verde, delle prime piogge, delle prime cose e basta. Delle notti blu, quelle che alla prima luce accesa ecco ingannate falene e mosche.

Era il 9 settembre 1947 e Grace cercava di capire perché Mark II non volesse saperne di operare correttamente. Da fuori sembrava tutto giusto, perfetto come sempre. Anche i controlli di routine non davano risposte al problema (tipo “Ma’, sicura che il computer lo hai acceso?”). E allora che fare se non smontare l’elaboratore?

È stato così che Grace Hopper, tenente della Marina americana, ha segnato un altro tassello nella storia dell’informatica. Smontando Mark II ha scoperto l’inconsueto motivo del malfunzionamento del computer: una falena incastrata nei circuiti. Quel giorno scriverà infatti sul suo diario di bordo:

“First actual case of bug being found” (primo caso reale di ritrovamento di un bug).

Da allora, la parola “bug” (insetto, errore) in informatica è diventata uno standard per indicare una falla nel sistema, qualcosa da risolvere. Per questo stiamo leggendo sui giornali che forse un bug nel software di gestione di volo del Boeing 737 Max 8 ha causato la tragedia ormai nota. Evidentemente, ci sono bug più feroci di altri. E non solo in informatica.

Questa parola così piccola, tutto sommato anche simpatica (finché non ci lavori), che oggi non ha più nemmeno le ali della falena, potrebbe essersi incastrata da qualche parte nel codice del tuo cuore e aver già iniziato a dare problemi.

I Boeing 737 Max 8 sono fermi negli hangar, e il tuo bug invece dove ti ha fermato? Dov’è che non riesci più a volare? Come si chiama il tuo bug? Forse senso di colpa, vergogna, paura. Rimorso, rifiuto, abbandono. Vittimismo, pigrizia, depressione. O magari ha il nome di tua madre, di tuo padre, di un ex.

Come i software, anche la nostra anima ha bisogno di essere “debuggata”, di trovare quella soluzione, quella svolta dopo una strada che è stata senza uscite per troppo tempo. Come Grace fece con Mark II così Gesù può fare con te. Può smontarti pezzo pezzo e trovare il bug che sta mandando in tilt la tua vita arrestandola sempre sullo stesso punto.

Sei stato creato per essere una persona nuova ogni giorno: lasciati amare da chi ha creato l’Amore e inizia finalmente a sentire il profumo di settembre (anche a marzo).

 

Giulia

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