In moto contro il bullismo

Sembra inverosimile, eppure, a volte, se non addirittura spesso, i tuoi stessi coetanei, sono capaci di renderti la vita impossibile! Si gioca con i sentimenti, si gioca con le debolezze degli altri, facendo il tiro al bersaglio e il bersaglio sono semplicemente ragazzi e ragazze.
Ecco perché “… il momento più felice, che più d’ogni altro simboleggia il passaggio dall’adolescenza alla giovinezza, per Chloe Robson era diventato il peggiore degli incubi”.
“Sicura che la data del gran ballo di fine anno si sarebbe trasformata nel tripudio del bullismo, nell’apoteosi delle angherie e delle prese in giro che era abituata a sopportare dall’età di 7 anni, da quando frequentava le scuole elementari, a causa della sua linea “curvy”, ma anche del suo carattere schivo e insicuro”.
Una volta, uno dei più grandi rivoluzionari, ha detto: “Fai agli altri ciò che vuoi sia fatto a te“. La regola d’oro, la chiamano, perché potrebbe impreziosire la società, perché potrebbe dare valore ai rapporti, alle amicizie, e invece, chissà se almeno da qualcuno viene insegnata.
Il gran ballo di fine anno, un obiettivo come un altro per tante ragazze, un’occasione per sentirsi belle e ben volute, poteva rivelarsi l’ennesima delusione, dopo un anno di cattiverie subite, eppure, stavolta ci ha pensato uno zio!
“120 moto si sono presentate, infatti, in sella alla loro due ruote al Lumley Castle di Chester le Street, nella contea inglese di Durham, a difesa della ragazza.
La trovata è venuta in mente allo zio Grant, un 42enne, che gestisce il gruppo Bikers Against Bullies, un collettivo di riders a supporto, guarda caso, proprio delle vittime del bullismo”.

“È stato scioccante sentire tutti quei motori insieme e vedere la folla di motociclisti comparire all’improvviso attorno all’auto, non me l’aspettavo”, racconta Chloe. “Ero terrorizzata all’idea di ciò che sarebbe potuto succedere al ballo, ma la loro compagnia mi ha dato coraggio e fiducia, non mi sono sentita più sola.”
Che gran trovata quella della scorta di motociclisti! Il rombo dei motori ha fatto paura ai cosiddetti “bulli”, evitando, per questa volta, brutti incidenti… ma per la prossima volta?!

Fonte: Corriere.it

 

 

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