Napoli e Velletri, due ragazzi si tolgono la vita: challenge online o altro?

Ti chiederai cosa abbiano in un comune queste due località. Apparentemente nulla, ma in questi giorni sono state entrambe coinvolte in fatti di cronaca che hanno per protagonisti due ragazzi come noi, uno di 11 e l’altro di 15 anni. Provenienti da ottime famiglie, due ragazzi modello nella scuola e nelle attività sportive. Eppure entrambi compiono un gesto che li porta a perdere la vita. Il primo di 11 anni si lancia dal balcone della propria abitazione lasciando semplicemente un biglietto in cui scrive di dover seguire “l’uomo nero”, il secondo di 15 anni si dà fuoco nel giardino di casa in attesa del padre che avrebbe dovuto accompagnarlo a scuola. Non sappiamo cosa li abbia spinti a portare avanti queste azioni, gli organi competenti stanno indagando e lasciamo che siano loro a risolvere i casi.

Nel primo caso si ipotizza possa essere stato spinto da una cosiddetta “challenge della paura”:Momo, SlenderMan o Jonathan Galindo poco importante il nome, ci interessa quanto questi giochi che potrebbero sembrare apparentemente innocui o solo dei passatempo possano influire sulle giovani menti, portandoli a compiere gesti estremi. È venuto fuori in questi giorni un altro caso di una ragazza di 15 anni di Vicenza che stava programmando l’omicidio dei suoi genitori. Un suo amico si è allarmato capendo che non fosse solo uno scherzo e ha allertato la polizia, evitando così il peggio. Anche qui pare che la ragazza stesse seguendo delle “istruzioni” date da esterni.
Tutto questo ci fa pensare e analizzando ogni caso vorrei che ragionassimo sul fatto che “apparentemente” fosse tutto nella norma: scuola, buona famiglia, vita sociale attiva…ma non lasciamoci ingannare da questo. Viviamo in un tempo in cui la società ci obbliga quasi a far credere che sia tutto bello, i social in primis ci impongono di pubblicare momenti di felicità e divertimento. Ma non sempre è così . Sono tanti i momenti in cui ci sentiamo soli, annoiati e a volte incompresi. E quindi cosa possiamo fare?

Trova un punto fermo nella tua vita, scegli una persona a cui sai di poter confidare veramente tutto senza tenerti quei segreti che alla fine ti logorano dentro. Tutto può essere superato e a volte da soli non ce la facciamo, quindi possiamo rivolgerci a qualcun altro. Una volta su un libro ho letto “Due valgono più di uno solo” e mi è sempre servito nei momenti più difficili.

Non ti fare influenzare da persone che non conosci bene e soprattutto che non frequenti nella vita reale. Impara a pensare con la tua testa: tu hai un valore prezioso, sei unico, non sei quello che gli altri dicono, sei molto di più. Tutte le difficoltà che senti come insormontabili in realtà hanno una via di uscita, e solo una persona di fiducia può aiutarti a trovarla. Può essere un genitore, un amico, un professore, uno zio, un nonno, una persona che conosci bene e di cui ti fidi realmente.

E tu, studente Rev, cerca di essere quell’appiglio a cui amici, compagni, conoscenti e anche familiari possano aggrapparsi, sii quell’animo gentile senza giudizio e pregiudizio che tende sempre la mano. A volte basta un sorriso, un “ciao, come stai?” perché una persona si fidi di noi. A volte basta un tuo sorriso perché la giornata di qualcuno cambi.

Emanuela

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