Il ricordo che non viene ricordato

“La violenza è una mancanza di vocabolario”. È una frase di Gilles Vigneault e ne abbraccio pienamente il senso.

Mai come oggi sento mancare questo vocabolario nella società. Mai come oggi credo che l’uomo abbia smesso di saper comunicare o interagire e, se continuo a polemizzare su questo, i giornalisti avanguardisti mi annoterebbero come quella degli “apocalittici”.

Eppure il dramma c’è, è evidente e non credo di essere l’unica a coglierlo.

Quella del 25 novembre – Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne – è una ricorrenza istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite a partire dal 1999 e, a mio avviso, è un’iniziativa ammirevole.

Ma quanti oggi giorno davvero chiuderanno gli occhi per qualche minuto di silenzio, ascoltando l’eco di quelle grida che risuona in tutto il pianeta?

Una violenza antica quanto il mondo. Donne abusate, abbandonate, tagliate a pezzi, sventrate, vendute. Un film horror? No, la realtà di sempre.

Una realtà che non tocca però i cuori di tutti gli uomini, perché per molti è solo un urlo lontano. Eppure quell’urlo sarebbe potuto essere della propria sorella, fidanzata, moglie, figlia.

Forse alcune aule di scuola si raccoglieranno in un minuto di silenzio, ma quanti ragazzi smetteranno davvero di umiliare le loro coetanee nel corpo e nell’anima? Piuttosto reciteranno questa farsa per qualche secondo e poi subito via, a divulgare foto oscene delle loro compagne di scuola, spogliate, per sempre, della loro dignità.

Quanti condivideranno questo articolo per poi dimenticare quelle urla che quasi ogni notte, in tutto il mondo, cercano aiuto mentre vengono divorate da famelici e perversi egoismi maschili?

Molti ragazzi diranno che è terribile… Per poi cercare su youporn una donna abbastanza bella da usare per il proprio momento di piacere.

Forse oltre al ricordo di un giorno, bisognerebbe fare qualcosa di più per cambiare il mondo. Ma cambiarlo davvero, e per cambiare il mondo c’è bisogno forse di ribaltare le proprie convinzioni e abbandonare un po’ di egoismo per far spazio all’amore. Quello vero. Quello che non pensa solo a sé.

Oggi è il 25 novembre, e domani un’altra donna verrà picchiata e umiliata.

Noi da che parte vogliamo stare?

Noi cosa faremo per fermare tutto questo?

A noi, ogni giorno, la scelta.

 

Fiorella

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